Anno modello: 2024
7ª generazione (S650)
Uni-proprietario
Km. 7.300
Carrozzeria: Fastback 2 porte
Motore: 5.0L V8 Coyote aspirato, 4 valvole per cilindro
Potenza: 453 CV (333 kW) nella specifica europea
Coppia massima: 540 Nm
Trazione: posteriore
Cambio: TREMEC TR-3160 manuale a 6 rapporti, con rev-matching automatico
Differenziale: Torsen autobloccante
Sospensioni: indipendenti con sistema adattivo MagneRide
Freni: impianto ad alte prestazioni Brembo, 6 pistoncini anteriori
Raffreddamento: radiatori dedicati per motore, trasmissione e differenziale
Velocità massima: 263 km/h
0–100 km/h: circa 5,2 secondi nella versione manuale europea
Consumo combinato WLTP: circa 12,0 l/100 km
CO₂ WLTP: circa 279 g/km.
La cosa che mi piace sottolineare è il TREMEC TR-3160: non è semplicemente “una Mustang disponibile anche manuale”.
Sulla Dark Horse il cambio è parte integrante del progetto, con rapportatura specifica e rev-matching. Negli USA, per il MY2026 l’automatico a 10 rapporti è diventato standard e il TREMEC manuale opzionale; Ford Italia continua invece a presentare proprio il manuale TREMEC a sei marce come elemento caratterizzante della Dark Horse.
La Dark Horse rappresenta bene che cosa è diventata la Mustang dopo sessant’anni di evoluzione: non più soltanto una pony car americana con un grosso V8, ma una sportiva moderna, sofisticata e realmente utilizzabile anche in pista.
Eppure Ford è riuscita a conservare qualcosa che oggi vale forse più di qualche decimo nello 0–100: il coinvolgimento del guidatore. Un V8 5.0 aspirato davanti, trazione posteriore, differenziale Torsen e soprattutto un vero TREMEC manuale a sei rapporti.
In un’automobile piena di elettronica, display e sistemi adattivi, quella leva in mezzo al tunnel ricorda immediatamente che la Dark Horse è stata costruita anche per essere guidata, non semplicemente comandata.
Modello: Ford Mustang VII gen. Dark Horse 5.0L V8 Coyote da 453 CV
Ma la nostra ha 505 CV "reali" verificati al banco
Immatricolata a novembre 2024
Uni-proprietario
Km. 7.300
Vettura ufficiale Ford Italia
Garanzia: garanzia ufficiale estesa Ford Protect 7 anni / 105.000 km. attiva fino a novembre 2031
Cambio: manuale TREMEC a 6 rapporti
Colore esterno: Vapor Blue
Carrozzeria con trattamento Full PPF (pellicola protettiva trasparente totale su tutta la vettura)
Trattamento nanotecnologico su carrozzeria e vetri
Interni: PPF opaco su tutto lo schermo
Splitter anteriore esteso versione americana
Slettone regolabile in carbonio APR (installato)
H pipe “centrale scarico”
Kit aspirazione completo KN
Dotazioni e accessori aggiuntivi dall’altissimo valore commerciale:
- Sedili sportivi Recaro originali Ford, oltre alla dotazione di serie full optional
- Doppio treno di cerchi (Velgen + originali) e doppio treno di gomme nuove
- Numerosi accessori originali americani (alcuni installati, altri nuovi Imballati) tra cui: cover in pelle airbag volante; splitter versione europea (nuovo); ; alettone a becco RTR (nuovo imballato); alettone di serie; molle ribassate Steeda (mai installate, nuove); kit irrigidimento asse posteriore Steeda; rimappatura 505 cv reali.
- I cerchi Velgen che monta, sono progettati ad hoc per le Mustang ed hanno l’off-set perfetto per andare a filo dei parafanghi, senza l’ausilio dei distanziali.
- I cerchi Velgen montano gomme Michelin 275-35/20 e 305/30/20 mentre i cerchi originali sono da 19 e montano dei Pirelli P0 da 255 ant. e 275 post.
La Mustang è un’icona mondiale. Su questo, per me, c’è poco da discutere.
Dal 1964 e mezzo, anno della sua nascita, fino ai primi anni Settanta, Ford ha scritto alcune delle pagine più belle della storia dell’automobile americana. Una generazione dopo l’altra, sono nate Mustang straordinarie, accompagnate da motori diventati leggendari, fino ai grandi Big Block, come il 429, senza dimenticare naturalmente le versioni sviluppate da Carroll Shelby.
Poi sono arrivati anni che preferisco ricordare molto meno.
La Mustang ha attraversato generazioni nelle quali ha progressivamente perso parte della propria anima: motori poco entusiasmanti, design che personalmente ho sempre trovato lontanissimo dall’immagine della Mustang e automobili che, in alcuni momenti, sembravano quasi non provenire dalla Ford che avevamo imparato a conoscere e amare.
Ma dalla quinta generazione in avanti qualcosa è cambiato.
La Mustang ha ricominciato a essere Mustang.
E da allora, generazione dopo generazione, secondo me è sempre migliorata.
Oggi siamo arrivati alla settima generazione, e davanti a questa Dark Horse sarebbe troppo facile cadere nella solita dietrologia: “Eh, ma quelle di una volta…”
No.
Questa automobile è favolosa.
Certo, ha addosso tutto quello che deve avere un’automobile nata nel 2026. Ha display enormi, elettronica, modalità di guida, sospensioni adattive e tante cose che possono far alzare il sopracciglio a noi boomer.
Ma è giusto così.
Perché una Mustang nuova deve parlare ai compratori di oggi, non soltanto a quelli che ricordano con nostalgia il 1969.
E soprattutto, sotto tutta questa tecnologia, Ford ha conservato qualcosa che per me ha un valore enorme:
un V8 5.0 aspirato, la trazione posteriore e un vero cambio manuale.
Un TREMEC a sei marce, con una leva che aziona realmente il cambio e una frizione che continua a richiedere al guidatore di partecipare alla guida. In un’epoca nella quale tutto tende a diventare elettronico, filtrato e by-wire, avere ancora davanti tre pedali e una leva del cambio è quasi una dichiarazione d’intenti.
Ed è proprio questo il punto.
Non dobbiamo chiedere alla Mustang del 2026 di assomigliare a quella del 1969.
Dobbiamo chiederle di avere ancora l’anima di una Mustang.
E questa Dark Horse, secondo me, ce l’ha tutta.
Insomma: una macchina vera.
Mauro Valli
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